Musica

Musica, teatro, cinema

Anche teatro, cinema e musica testimoniano che non c'è luogo e tempo per degustare un caffè e diverse sono le modalità di preparazione descritte.

Teatro

Nel 1750 Carlo Goldoni scrive "La Bottega del Caffè". Nel 1761 l'abate Pietro Chiari scrive "Il caffè di campagna” dramma giocoso rappresentato nell’autunno dello stesso anno. Nel 1931 viene rappresentato per la prima volta "Natale in casa Cupiello" di Edoardo De Filippo: nel primo atto il risveglio di Lucariello, protagonista dell’opera, è reso amaro dalla pessima qualità di caffè che la moglie Concetta gli prepara. In "Questi Fantasmi" del 1946 Eduardo recita un discorso dedicato al caffè e al modo di prepararlo.

Ne "L'elisir d'amore" di Gaetano Donizetti l'aria finale del secondo atto recita:

"Egli è un'offa seducente pei guardiani scrupolosi è un sonnifero eccellente per le vecchie, pei gelosi; da coraggio alle figliuole che han paura a dormir sole; svegliarino è per l'amore più possente del caffè."

Nella "Cenerentola" di Gioacchino Rossini, nella prima scena del primo atto, Cenerentola serve la colazione ad Alidoro e le sorelle Clorinda e Tisbe la rimproverano.

Cenerentola: "Zitto, zitto: su prendete Questo po' di colazione. Versa una tazza di caffè, e la dà con un pane ad Alidoro coprendolo dalle sorelle. Ah non reggo alla passione, Che crudel fatalità!" Alidoro: "Forse il Cielo il guiderdone Pria di notte vi darà." Clorinda e Tisbe: (pavoneggiandosi) "Risvegliar dolce passione Più di me nessuna sa. (volgendosi ad osservare Alidoro) Ma che vedo! Ancora lì! Anche un pane? anche il caffè? (scagliandosi contro Cenerentola) Prendi, prendi, questo a te.

Cinema

Nella grande stagione del western americano, il caffè preparato per bollitura viene spesso bevuto davanti ad un fuoco acceso nella prateria, dopo una giornata di scontri con gli indiani.

Lo si consuma all'alba ne I cavalieri del nord ovest, per smaltire una sbornia in Ombre rosse, come bevanda ne Un dollaro d'onore. In Johnny Guitar Sterling Hayden sembra quasi recitare uno spot pubblicitario quando recita "Niente di meglio che una fumata ed una tazza di caffè". Kevin Costner lo consuma con gli indiani Lakota in  Balla coi lupi.

Nel neorealismo italiano, si mette in luce la moka dalla quale si ricava una bevanda profumata e consistente. In "Toto' Terzo Uomo" l'attore ordina un caffè corretto al cognac; in "Miseria e Nobiltà" si parla di caffelatte senza caffè e senza latte, in "La Banda degli Onesti" c’è un scena dedicata al caffè. Ne "I Tartassati" Totò recita: "Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance", e ancora "Guardie e Ladri", sorseggia il caffè direttamente dalla moka e ne "I Due Marescialli" contesta alla cameriera il sapore del caffè.

In "Questi Fantasmi" Eduardo De Filippo recita "Quando morirò tu portami il caffè e vedrai che io resuscito come Lazzaro". In "Casablanca" in cui Ingrid Bergman rimpiange il caffè servito al Rick's Bar. In "Notorius" di Alfred Hitchcoch il caffè è all'arsenico. In "A Qualcuno Piace Caldo" di Billy Wilder, ambientato durante il proibizionismo, i super alcolici venivano serviti in tazzine da caffè. Alberto Lattuada nel suo film "Venga a prendere un caffe' da noi" Ugo Tognazzi intona con un simpatico ritornello.

Musica

Nel 1734 Johann Sebastian Bach scrive la "Cantata del Caffè", in cui la protagonista rivendica il suo diritto alla degustazione e pone questo suo diritto tra le condizioni del suo consenso alle nozze. Dal 1918 le prime canzoni sul caffè "A tazza e' cafe' " edita da "La Canzonetta". Nel 1969 Riccardo del Turco interpreta al Festival di Sanremo "Cosa hai messo nel caffè ". Nella discografia piu' recente, Battisti canta "...la mattina c'e' chi mi prepara il caffe'" e Bob Dylan "One More Cup Of Coffee". Con Ron e Jackson Browne, in "Una citta' per cantare / The Road" "...caffe' alla mattina...", Baglioni e Guccini lo interpretano rispettivamente in "Poster" e "Via Paolo Fabbri 43"; Fabrizio De Andre' e Pino Daniele lo citano in "Don Raffaè" ed in "Na Tazzulella e Cafè". Ulteriori citazioni sono: "Starfish And Coffe" di Prince, "Wake Up And Smell The Coffee" dei Cranberries, "Caffe' nero bollente" di Fiorella Mannoia, "Viva l'Italia" di Francesco De Gregori,"Hanno Ucciso l'Uomo Ragno" degli 883. Al Festival di Sanremo 2003 Alex Britti si presenta con "7000 caffè" e si piazza secondo.

"Cigarettes and Coffee" (Scialpi); il gruppo Milk and Coffee degli anni'70. Ed infine allo Zecchino D'Oro uno dei tanti brani famosi degli anni '70 era proprio "Il Caffè della Peppina".

"Black Coffee in Bed" degli Squeeze.

"Espresso & the bed of nails" brano del 1995 di Tony Levin che inizia con il rumore di una macchina espresso campionata!!!

"Quattro Amici al Bar" di Gino Paoli.

"Furia" indimenticabile sigla cantata da Mal.

"Ninna nanna del chicco di caffè":

Ninna nanna mamma insalata non ce n'e' sette le scodelle sulla tavola del re ninna nanna mamma ce n'e' una anche per te dentro cosa c'e' solo un chicco di caffe'

"Coffee and Tv" dei Blur.

Caffè e celebrità

 

Data la sua origine mussulmana, al contatto con la cultura cattolica, il caffè incontrò diverse opposizioni tanto che il clero chiese formalmente a Papa Clemente VIII di proibirla. La leggenda narra che il Papa, famoso per aver mandato al rogo Giordano Bruno, sorseggiando la bevanda, prima sentenziò: “è così squisita che sarebbe un peccato lasciarla bere esclusivamente agli infedeli”, e poi procedette al suo battesimo per renderla in grazia cristiana. È invece documentato che il medico personale di Clemente VIII, il noto botanico Andrea Cesalpino, fu il primo occidentale a descrivere nelle sue opere la pianta del caffè. Una storiella veneziana recita che Casanova, appena scappato dai Piombi, non resistette alla tentazione di fermarsi al caffè Florian per assaporarne una tazza. Voltaire sembra bevesse fino a cinque caffè al giorno. Honoré de Balzac, che dedicava anche un pomeriggio se doveva scegliere la miscela giusta per preparare la nera bevanda, precisava nel suo “Trattato sugli eccitanti moderni”: “il caffè mette in movimento il sangue, ne fa sgorgare gli spiriti motori, eccitazione che precipita la digestione, caccia il sonno e permette di utilizzare un po’ più a lungo le facoltà cerebrali”.